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COMUNICATO STAMPA.
POSTE ITALIANE SPA, NEL RECAPITO ANNUNCIATI 12.000 ESUBERI.
- POSTE ITALIANE, E’ PRONTO UN NUOVO PROGETTO DI “RIORGANIZZAZIONE”
CHE PREVEDE 12.000 ESUBERI ENTRO IL 2012.
- L’ULTIMA RIORGANIZZAZIONE DEL, 27 LUGLIO 2010, HA PRODOTTO 5.857 TAGLI E’ DAL 1998 SI SONO PERSI 100.000 POSTI DI LAVORO.
- DOPO LA SOPPRESSIONE DEL SERVIZIO IL SABATO E L’ACCORPAMENTO DEGLI UFFICI DI RECAPITO, E’ IL COLPO DI GRAZIA AL SERVIZIO POSTALE UNIVERSALE.
- PER I LAVORATORI, A DIFFERENZA DEL PASSATO, SI PROSPETTANO MOBILITA’, CASSA INTEGRAZIONE O CESSIONE DI RAMO D’AZIENDA.
In una drammatica escalation continua la distruzione del servizio postale pubblico e la strage di posti di lavoro.
Fino ad ora la perdita di posti è stata attuata ricorrendo all’abolizione del turn over, ai prepensionamenti con conseguente aumento dei carichi di lavoro, favorita da una sempre minore attenzione ed interesse della dirigenza per il servizio postale universale.
L’ultima riorganizzazione, di estrema pesantezza, risale solamente al 27 luglio 2010 con i conseguenti 5.857 tagli. Dopo soli 21 mesi Poste presenta un nuovo progetto, che, denunciando la preoccupante mancanza di un piano aziendale, prevede 12.000 nuovi tagli sempre nel recapito.
Le conseguenze sono facilmente immaginabili.
La tenuta occupazionale, non solo aziendale ma anche nazionale, ulteriormente compromessa (10% dei posti di lavoro che si prevede di perdere nel prossimo anno); la riduzione di personale, unita a tutte le nuove funzioni previste per i portalettere, comporterà carichi di lavoro eccedenti ogni ragionevole incremento e condizioni di lavoro e sicurezza precarie oltre al drastico scadimento del servizio già duramente colpito.
Dopo la soppressione del servizio il sabato attuata con l’accordo del luglio 2010 e tutte le penalizzazioni, sia per i lavoratori che per l’utenza, legate agli accorpamenti degli uffici di recapito iniziate nel 2006, questo nuovo intervento rappresenterebbe il colpo di grazia al servizio postale pubblico e spianerebbe ulteriormente la strada alla separazione dei settori aziendali del bancoposta e del recapito.
Per i lavoratori il destino non potra’ più essere la ricollocazione nel bancoposta, ne altri prepensionamenti, dopo lo svecchiamento recente, le nuove leggi, l’aumento dell’età pensionabile e quanto sta accadendo per gli esodati; con la presunta passivita’ del recapito e la riforma dell’articolo 18 con il licenziamento per cause economiche l’esito dei tagli potrà essere solo cassa integrazione e licenziamento o, nel migliore dei casi, cessione di ramo d’azienda.
Il cobas poste, da sempre per il ritorno ad una gestione pubblica di poste italiane, ribadisce il proprio no a questo ennesimo progetto.
Oltre all’azione di informazione rivolta a lavoratori e cittadini, il nostro sindacato attuerà un presidio di protesta giovedì 17 maggio, dalle ore 10:00 alle ore 14:00, davanti alla sede di Confindustria in Via dell’Astronomia a Roma, in concomitanza con l’incontro nel quale azienda e sindacati discuteranno del futuro assetto del recapito postale.
Analoghe e diffuse iniziative di protesta sul territorio nazionale, con presidi, volantinaggi, assemblee pubbliche aperte a lavoratori e cittadini, si svolgeranno contemporaneamente e nei giorni successivi all’iniziativa di Roma.
Invitiamo tutti i lavoratori e i cittadini a partecipare e sostenere le nostre iniziative.
Roma, 16 maggio 2012 il coordinatore nazionale incaricato
Ermanno Romani |