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NO A 12.000 NUOVI TAGLI! PRESIDIO IL 17 MAGGIO ORE 10:00 A ROMA. PDF Stampa E-mail

 

COMUNICATO STAMPA.

POSTE ITALIANE SPA, NEL RECAPITO ANNUNCIATI 12.000 ESUBERI.

- POSTE ITALIANE, E’ PRONTO UN NUOVO PROGETTO DI “RIORGANIZZAZIONE”

  CHE PREVEDE 12.000 ESUBERI ENTRO IL 2012.

- L’ULTIMA RIORGANIZZAZIONE DEL, 27 LUGLIO 2010, HA PRODOTTO 5.857 TAGLI E’ DAL 1998 SI SONO PERSI 100.000 POSTI DI LAVORO.

- DOPO LA SOPPRESSIONE DEL SERVIZIO IL SABATO E L’ACCORPAMENTO DEGLI  UFFICI DI RECAPITO, E’ IL COLPO DI GRAZIA AL SERVIZIO POSTALE UNIVERSALE.

- PER I LAVORATORI, A DIFFERENZA DEL PASSATO, SI PROSPETTANO MOBILITA’, CASSA INTEGRAZIONE O CESSIONE DI RAMO D’AZIENDA.

In una drammatica escalation continua la distruzione del servizio postale pubblico e la strage di posti di lavoro.

Fino ad ora la perdita di posti è stata attuata ricorrendo all’abolizione del turn over, ai prepensionamenti con conseguente aumento dei carichi di lavoro, favorita da una sempre minore attenzione ed interesse della dirigenza per il servizio postale universale.

L’ultima riorganizzazione, di estrema pesantezza, risale solamente al 27 luglio 2010 con i conseguenti 5.857 tagli. Dopo soli 21 mesi Poste presenta un nuovo progetto, che, denunciando la preoccupante mancanza di un piano aziendale, prevede 12.000 nuovi tagli sempre nel recapito.

Le conseguenze sono facilmente immaginabili.

La tenuta occupazionale, non solo aziendale ma anche nazionale, ulteriormente compromessa (10% dei posti di lavoro che si prevede di perdere nel prossimo anno); la riduzione di personale, unita a tutte le nuove funzioni previste per i portalettere, comporterà carichi di lavoro eccedenti ogni ragionevole incremento e condizioni di lavoro e sicurezza precarie oltre al drastico scadimento del servizio già duramente colpito.

Dopo la soppressione del servizio il sabato attuata con l’accordo del luglio 2010 e tutte le penalizzazioni, sia per i lavoratori che per l’utenza, legate agli accorpamenti degli uffici di recapito iniziate nel 2006, questo nuovo intervento rappresenterebbe il colpo di grazia al servizio postale pubblico e spianerebbe ulteriormente la strada alla separazione dei settori aziendali del bancoposta e del recapito.

Per i lavoratori il destino non potra’ più essere la ricollocazione nel bancoposta, ne altri prepensionamenti, dopo lo svecchiamento recente, le nuove leggi, l’aumento dell’età pensionabile e quanto sta accadendo per gli esodati; con la presunta passivita’ del recapito e  la riforma dell’articolo 18 con il licenziamento per cause economiche l’esito dei tagli potrà essere solo cassa integrazione e licenziamento o, nel migliore dei casi, cessione di ramo d’azienda.

Il cobas poste, da sempre per il ritorno ad una gestione pubblica di poste italiane, ribadisce il proprio no a questo ennesimo progetto.

Oltre all’azione di informazione rivolta a lavoratori e cittadini, il nostro sindacato attuerà un presidio di protesta giovedì 17 maggio, dalle ore 10:00 alle ore 14:00, davanti alla sede di Confindustria in Via dell’Astronomia a Roma, in concomitanza con l’incontro nel quale azienda e sindacati discuteranno del futuro assetto del recapito postale.

Analoghe e diffuse iniziative di protesta sul territorio nazionale, con presidi, volantinaggi, assemblee pubbliche aperte a lavoratori e cittadini, si svolgeranno contemporaneamente e nei giorni successivi all’iniziativa di Roma.

Invitiamo tutti i lavoratori e i cittadini a partecipare e sostenere le nostre iniziative.

 

Roma, 16 maggio 2012                                               il coordinatore nazionale incaricato

                                                                                                   Ermanno Romani 

 
ANCORA MIGLIAIA DI ESUBERI NEI SERVIZI POSTALI. PDF Stampa E-mail

 ESUBERI: CALA LA MANNAIA

 

Nonostante gli ultimi 8 anni di utili, l’Azienda torna a parlare di esuberi e lo fa con un un progetto aziendale il cui titolo, da solo, ne esprime tutta la gravità: “interventi Servizi Postali – impatti previsti per il 2012”.

L’ultimo intervento sui servizi postali è del 27 luglio 2010; “l’impatto”, dal quale ancora non riusciamo a riprenderci è stato forte e, quando ancora i danni scaturiti non sono finiti (denunciando una pericolosa mancanza di un piano industriale almeno a medio termine), l’azienda propone un nuovo intervento.

Un po’ di numeri:

Dopo il taglio di 5857 unità nei SP del 2010, ora sono 1763 le unità in esubero (sempre nei servizi postali) per ora, solo per le regioni Toscana, Piemonte, Emilia Romagna, Marche e Basilicata; un dato che, quando sarà applicato sul piano nazionale porterà a circa 12.000 il numero degli esuberi complessivi.

Le fasi previste sono:

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Bancoposta: apertura conflitto di lavoro. PDF Stampa E-mail

Come anticipato nel nostro volantino, il cobas poste, insieme al cobas pt cub, ha aperto il conflitto di lavoro per il bancoposta.

Sempre più si manifestano le vere intenzioni di dirigenza, sindacati e politica per il nostro futuro, sempre più ci sentiamo appartenenti alla stessa azienda.

La vergogna dei vertici aziendali non ha limiti. Come per il recapito, anche per il bancoposta arriva la soluzione geniale, firmata dai sindacati concertativi, che ancora una volta scarica sulle spalle dei lavoratori le inefficienze e inadempienze dell’azienda. 

La nostra lotta non è vincolata da legami a doppio filo con il padrone.

La nostra forza non deriva dagli scambi di favori ma dalla partecipazione dei lavoratori.

Non fare scelte “furbe” che garantiscono l’oggi ma, scelte intelligenti che garantiscono il domani.

Informati, stampa, diffondi, discuti con i colleghi e con la gente il nostro volantino.

Vi terremo informati sull’evoluzione delle procedure di raffreddamento.

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