Verbale accordo richiesta trasferimento in altra regione da presentare dal 1 al 15 febbraio dispositivi e attribuzioni del punteggio documento aziendale 28 gennaio 2010 leggi il documento
La legge n. 247 del 23 luglio 2007 ha modificato in parte la disciplina pensionistica introdotta dalla legge n. 243 de 23 agosto 2004 (c.d. Legge Maroni); di seguito riportiamo un riepilogo delle norme – vecchie e nuove che regolano la previdenza obbligatoria per i lavoratori di Poste Italiane SpA.
SISTEMA CONTRIBUTIVO
Il sistema previdenziale contributivo riguarda tutti i lavoratori che siano stati assunti a partire dal 1.1.1996.
REQUISITI PER ACCEDERE AL TRATTAMENTO DI VECCHIAIA
Per l’accesso alla pensione di vecchiaia, nel sistema contributivo, rimangono confermati i requisiti anagrafici richiesti dalla precedente normativa.
Il diritto al trattamento pensionistico si matura con il raggiungimento dell’età pensionabile prevista per le donne e per gli uomini (60 e 65) congiuntamente ad un minimo di cinque (5) anni di contribuzione purché l’importo pensionistico da liquidare non sia inferiore a 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale INPS.
E’ da ritenere che nel settore Poste non ci siano, fino all’anno 2020 circa, lavoratori interessati alla pensione di vecchiaia con il metodo contributivo.
L’ennesima proposta aziendale, quella presentata il 17 novembre ’09 non si discosta dalla linea generale già tracciatanel documento di settembre. Chi leggerà il nuovo documento di 82 pagine capirà ancora una volta come l’Azienda sia lontana dall’affrontareiproblemi del settorerecapito.
Come già abbiamo espresso in altre occasioni, riteniamo chel' unico obiettivo di questa dirigenza sia ottenere un continuo ridimensionamento della forza lavoro, oggipropongono il taglio di migliaia di zonea discapito di un servizio già reso inefficiente e svuotato della professionalità dei lavoratori e lavoratrici del settore.
Chiedono più flessibilità, ritoccano e aumentano i ritmi lavorativi anche se oggi siamo spremuti come i limoni le loro proposte potrebbero realizzarsi se non riusciamo a battere questa persistenteindifferenza e rassegnazione che da anni è diffusa tra la maggioranza dei lavoratori della nostra categoria .
Con lo stesso silenzio stanno rispondendo i Sindacati concertativi, complici anch'essi dei disegni aziendali e responsabili dei nefasti accordi di questi ultimi anni.
Oggi l'Azienda avanza due proposte, la prima di lavorare cinque giorni su sei con l'introduzione del servizio pomeridiano (+1359 unità in tutta italia) quindi si passerebbe dalle attuali 6 ore giornaliere