POSTE ITALIANE sta percorrendo una strada dannosissima, già dagli anni 90, allontanandosi sempre più dal suo ruolo centrale di riferimento sociale pubblico, riducendo personale, sfruttando il precariato, eliminando migliaia di uffici postali, a discapito del servizio postale e dei lavoratori. Questo è servito e serve per privatizzare l'azienda, come è effettivamente avvenuto nel 2015, vendendone il 35%, perché, così, si riduce il costo del lavoro e crescono i “dividendi” per i soci privati.
I NOSTRI RISPARMI NON POSSONO FINANZIARE LA GUERRA
E IL MASSACRO DEL POPOLO PALESTINESE
FondoPoste, il fondo pensione dei lavoratori postali, non è solo un semplice strumento di risparmio previdenziale. È un ingranaggio che lega i nostri contributi alle logiche speculative dei mercati internazionali e, oggi, all’economia del genocidio in Palestina.
I gestori a cui FondoPoste affida miliardi – Allianz, AXA, Amundi, Generali, UBS, Eurizon e altri – sono esposti a società che finanziano direttamente la macchina militare israeliana o forniscono infrastrutture tecnologiche al servizio dell’occupazione.
Lo conferma anche il rapporto della relatrice speciale dell'ONU presentato da Francesca Albanese: “Il genocidio a Gaza non si è fermato perché è redditizio, è redditizio per troppe persone. È un affare”.
FERMIAMO LA GUERRA
STOP GENOCIDE IN GAZA
COSTRUIAMO OVUNQUE INIZIATIVE DI DISOBBEDIENZA CIVILE
A SOSTEGNO DELLA PALESTINA E DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA
FUORI POSTE DA OGNI CONNIVENZA CON ISRAELE
SCIOPERO GENERALE IL 22 SETTEMBRE 2025
In questi giorni la cgil e la uil denunciano la pessima condizione che si vive in poste italiane, quella che per anni hanno contribuito a determinare.
Gli stessi anni in cui il sindacalismo di base e conflittuale di questa azienda denunciava e lottava per quella manciata di rivendicazioni che solo ora, per esercizio di ricollocazione nel mercato sindacale, mettono in fila e ne fanno uno sciopero.
I LAVORATORI E LE LAVORATRICI POSTALI NON POSSONO TACERE
Come lavoratori e lavoratrici postali sentiamo il dovere di denunciare una questione che riguarda da vicino Poste Italiane e il suo coinvolgimento in rotte commerciali che toccano uno dei conflitti più drammatici del nostro tempo: l’aggressione israeliana al popolo palestinese.
Sfruttamento, discriminazioni e ogni genere di abuso nei luoghi di lavoro fanno LEGA col periodo più buio della storia che conobbe fine grazie alla Resistenza Partigiana, al coraggio di giovani donne e uomini che hanno combattuto per liberarci dalla barbarie nazifascista anche pagando un prezzo altissimo con la perdita di numerose vite umane.
È necessario, dunque, combattere in ogni circostanza e in ogni dove l'arroganza dei nostalgici di quel passato. Così come è urgente ancor di più oggi mobilitarsi contro l'attuale governo e i suoi pericolosi alleati che usano il potere con estrema ferocia nei confronti delle masse popolari, dei meno abbienti e della classe lavoratrice in modo particolare, per impedirne ogni forma di dissenso, rivendicazione ed emancipazione.
FUORI POSTE ITALIANE e CDP DALLA FONDAZIONE MED-OR di LEONARDO
Non possiamo accettare la complicità
con chi produce ARMI e contribuisce al GENOCIDIO.
Nel gennaio 2025, Poste Italiane è entrata come socio ordinario nella Fondazione Med-Or, insieme ad altri colossi a partecipazione statale come Cassa Depositi e Prestiti che ne è socio aderente.
I LAVORATORI NON CI STANNO.
Non solo la Cgil, ma anche Cisl e Uil scenderanno in piazza a Roma il 15 Marzo per difendere l’Europa.
Ma da chi esattamente?
SOSTENIAMO E COSTRUIAMO NEI POSTI DI LAVORO LO SCIOPERO FEMMINISTA E TRANSFEMMINISTA
Lottiamo contro la violenza patriarcale in tutte le sue forme, guerre, colonialismo e capitalismo. Contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere, per la tutela della Legge 194 e il diritto all'aborto. Contro la precarietà, i salari mediamente più bassi di quelli degli uomini anche a parità di mansioni, le molestie, il mancato riconoscimento e ricatto sessuale nell'accesso e sui luoghi di lavoro. Contro le spese militari e contro il genocidio del popolo Palestinese.