Recapito: la nostra posizione PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Dicembre 2009 18:32

a 7 ore e 12 minuti più mezz’ora per la pausa pranzo. Questa ipotesi comporterebbe comunque il  taglio di 4961 unità.

La seconda proposta  lascerebbe la lavorazione sei giorni su sei, ma anch'essa comporterebbe un taglio del personale,  stimato in  7557 unità.

Insomma ci lasciano la scelta di decidere se morire in piedi o seduti, in questo contesto passa in secondo piano la perdità della titolarietà sostituita con la titolarietà di areola, un modo come un altro per coprire sempre e senza condizioni le unità mancanti infatti le ore mensili (obligatorietà copertura areola ) passerebbero da 12 a 18 per un massimo annuo di 180 ore contro le 120 attuali.

 

 

Stanno preparando lo sfascio del recapito per svenderlo al migliore offerente.

 

Ci chiediamo come potrebbe migliorare il servizio con questo ulteriore taglio di personale  se già nell'attuale situazione lavoriamo in situazioni precarie con un aumento degli infortuni e di  incidenti mortali . La clientela è esasperata, da anni ormai si susseguono le denuncie dei cittadini, sindaci, autorità e associazioni che lamentano un servizio postale sempre più scadente, uffici postali chiusi, anziani costretti a percorrere decine di chilometri per recuperare una raccomandata o per ritirare la pensione .  Quotidianamente giornali e televisioni soprattutto quelli  locali dedicano spazio ai disservizi di Poste Italiane.

Non sono bastati gli aumenti delle tariffe per garantire un servizio efficiente, le lettere prioritarie arrivano con giorni e giorni di ritardo, cosa dire della consegna dei  pacchi ordinari abbandonati negli androni dei palazzi.

Più volte il nostro sindacato ha denunciato i quintali di corrispondenza "bloccata" negli uffici e mandata al macero, ci siamo battuti per l'assunzione dei precari, per la cronica mancanza di personale, per la sostituzione di chi va in ferie ecc.

Quindi crediamo che anche da queste ultime considerazioni bisogna ripartire  per  affrontare i problemi e costruire delle proposte alternative, loro non le faranno...... ma  il  nostro futuro non è ancora nelle loro mani .

Non lasciamo che altri decidano per  noi , non lasciamo che distruggano  il recapito, la nostra dignità, la nostra vita .

 

 

 

 
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