SCIOPERO GENERALE 28 NOVEMBRE

SCIOPERO GENERALE 28 NOVEMBRE

POSTE ITALIANE sta percorrendo una strada dannosissima, già dagli anni 90, allontanandosi sempre più dal suo ruolo centrale di riferimento sociale pubblico, riducendo personale, sfruttando il precariato, eliminando migliaia di uffici postali, a discapito del servizio postale e dei lavoratori. Questo è servito e serve per privatizzare l'azienda, come è effettivamente avvenuto nel 2015, vendendone il 35%, perché, così, si riduce il costo del lavoro e crescono i “dividendi” per i soci privati.

Ecco perché è aumentato lo sfruttamento dei lavoratori, con basse retribuzioni e più pretese aziendali, con il risultato di più stress, malattie e infortuni. Addirittura, il governo ha deciso per l'ulteriore privatizzazione di Poste Italiane, che si aggiunge alla fine del Servizio Universale (prevista al 30/04/2026), che porterebbe a lasciare senza servizio i territori periferici, le piccole isole, i piccoli borghi e abitati di provincia, montani e di campagna, eliminando, così, anche ulteriori migliaia di posti di lavoro, tra i diversi settori aziendali coinvolti.

POSTE ITALIANE è un'azienda SpA, inserita nel sistema del capitalismo speculativo, voluto dai due schieramenti politici che, da oltre 30 anni, si alternano al governo. È proprio con questo sistema che è avvenuto l'attacco ai diritti del lavoro, con paghe basse, abolizione dell'art.18 e allargamento del precariato, nonché è stata decisa la fine dello Stato sociale, con le privatizzazioni, provocando l'aumento del debito pubblico e i successivi tagli a pensioni e sanità, annichilendo anche il diritto all'umanità, con la spinta all'infernale industria della guerra. E, ora, la legge di bilancio, per il 2026, fa pagare meno tasse ai benestanti e destina più soldi agli armamenti, mentre lavoratori, famiglie e pensionati sono al collasso economico. Si innalza, poi, l’età pensionabile, nonostante le promesse fatte dall’attuale governo in campagna elettorale, e, al contempo, si attacca la magistratura, al solo scopo di avere potere illimitato e senza “intralci”, e si criminalizzano le lotte ed il dissenso con il decreto sicurezza.

LO SCIOPERO non è un piacevole riposo, come vorrebbe far credere chi denigra i lavoratori, Governo in testa.
È una forma di lotta seria, per prendere una posizione precisa e per evidenziare con forza che la misura è colma.
Il nostro appello per questo sciopero va, oltre ai sindacati di base, anche agli iscritti Cgil, a tutti i lavoratori, alla società civile nel proseguire quella strada intrapresa con le iniziative del 22 settembre, del 3 e 4 ottobre che hanno visto in piazza milioni di persone dare sostegno al popolo palestinese e contro la guerra. Allo stesso modo dobbiamo rilanciare la lotta, uniti nel tentativo di contrastare la svolta autoritaria e le politiche ANTISOCIALI del governo Meloni, di cui la finanziaria è, cronologicamente, l’ultimo scriteriato tentativo.

PER QUESTI MOTIVI, SCIOPERIAMO E RIVENDICHIAMO:

la riconferma per Poste Italiane dell'obbligo allo svolgimento del Servizio Universale.
la lotta alle privatizzazioni a partire dalla Ripubblicizzazione di Poste con il ripristino della gestione pubblica, al 100%.
la cessazione della riduzione sistematica del personale e delle strutture lavorative.
la stabilizzazione di tutti i precari nessuno escluso per coprire i vuoti di organico.
la riapertura dei 2.000 uffici postali chiusi, per servire dignitosamente l'utenza.
la consegna della posta giornaliera, invece del metodo incivile a giorni “alterni e rarefatti”.
il rispetto della sicurezza sul lavoro e della dignità dei lavoratori.
la fine di ingiustizie e discriminazioni verso chi ha problemi di salute.
un salario adeguato al costo della vita.
l’attuazione di politiche per un piano di edilizia popolare e per tutelare ambiente e territorio.
un adeguato servizio pubblico per sanità, scuola, trasporti.
la riduzione dell’età pensionabile e l’effettiva abolizione della Fornero.
la pace ed il riconoscimento dello Stato di Palestina e la netta contrarietà al riarmo.
l’uscita di Poste dal coinvolgimento diretto/indiretto con l’economia di guerra (Med-Or, Poste Air Cargo, Fondo Poste).

SCIOPERIAMO anche in Poste Italiane, perché questo sistema politico-economico basato sul profitto, uccide la dignità umana, producendo povertà, sfruttamento, dolore e guerre.

Informazioni

Cobas poste è un organismo sindacale di base composto esclusivamente da Lavoratrici e Lavoratori che attraverso l'autorganizzazione mettono in atto la contrarietà alle politiche aziendali tese all'esclusivo profitto per manager ed azionisti. Rivendicando il servizio offerto come bene necessario per la collettività esercitano una molteplicità di azioni ad autosalvaguardia dell'operato e della integrità di chi lavora ogni giorno.  

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