Con la legge di bilancio 2026 il Governo Meloni ha messo mano anche sul Tfr, infatti dal 1 LUGLIO, per i nuovi assunti, il TFR confluisce automaticamente nel fondo pensione a meno che il lavoratore, entro 60 giorni dall’assunzione, si opponga.
Ciò vale anche per chi ha già lavorato, infatti anche i lavoratori non alla prima assunzione devono riconfermare quanto deciso in passato.
È palese che la drastica riduzione dai 180 agli attuali 60 giorni, previsti dalla finanziaria, non è che un ulteriore stretta per far cadere più lavoratori, neo assunti, nella tagliola del silenzio assenso e quindi nelle grinfie della pensione complementare privata.
Questa non è solo che l’ultima furbizia affinché i lavoratori versino il proprio TFR nella previdenza complementare, basti pensare che è ormai prassi consolidata che nei rinnovi contrattuali sindacati e azienda dirottino una quota degli aumenti salariali sul welfare aziendale (fondi pensione e sanità privata) e chi, giustamente, non vuole aderire perde questa quota anche se, sottolineiamo, venga calcolata come aumento salariale.
In più occasioni abbiamo ribadito la nostra opposizione rispetto al welfare aziendale e quindi al fondo poste, denunciando la truffa della previdenza integrativa, che sottrae risorse al sistema pensionistico pubblico, indebolisce lo stato sociale e trasferisce i risparmi dei lavoratori verso i mercati finanziari legando così il frutto del loro lavoro (ad introito certo e rivalutato con il tfr in azienda) all’andamento della speculazione finanziaria e non solo visti gli ultimi sviluppi rispetto agli investimenti che proprio fondo poste ha fatto su società, banche ed industrie israeliane direttamente coinvolte nell’economia di guerra e nel genocidio in Palestina.
Ora ci troviamo di fronte ad un ulteriore tentativo che cerca di aggirare ogni resistenza a quella che sembra sempre più una scelta obbligata e coercitiva. Oltre alla rivendicazione e alla lotta sempre più decisa per il ritorno al servizio pubblico e allo stato sociale, un’altra arma molto importante è l’informazione.
Ed anche su questo contiamo, come contiamo sul supporto di tutti i lavoratori affinché affianchino e consiglino i nuovi assunti sui propri diritti di cui la scelta informata è garanzia di libertà ed emancipazione contro le continue trappole e sotterfugi a cui quotidianamente siamo sottoposti a tutti i livelli.